Cancellare il debito pubblico in mano alla banca centrale: perché in Francia se ne discute e in Italia no?
In Francia la sinistra di Mélenchon, sostenuta dal banchiere Matthieu Pigasse, ha lanciato una proposta che sta facendo discutere: cancellare la quota di debito pubblico detenuta dalla Banque de France, circa il 18%, quasi 600 miliardi di euro, per alleggerire i conti pubblici.
I critici (tra cui l'economista Olivier Blanchard) obiettano che non cambierebbe nulla nella sostanza: gli interessi pagati alla banca centrale tornano comunque allo Stato sotto forma di dividendi, essendo la banca centrale pubblica. I favorevoli ribattono che il rapporto debito/PIL scenderebbe comunque, liberando spazio fiscale.
E in Italia? Bankitalia detiene circa 600 miliardi di BTP acquistati tramite i programmi della BCE. Eppure nel dibattito politico italiano il tema è praticamente assente.
Resta poi l'ostacolo di fondo: l'articolo 123 del TFUE vieta alle banche centrali di finanziare direttamente gli Stati. Una cancellazione unilaterale aprirebbe un conflitto diretto con i trattati europei, oltre al rischio di spaventare i mercati e far salire lo spread.
Un dibattito tecnico che nasconde una domanda politica: quanto è reale il "tesoretto" nascosto nei bilanci delle banche centrali?
💬 Leva contabile innocua o azzardo pericoloso..chissà..