Due italiani, due visioni opposte del mondo. E 900.000 ettari di Patagonia in mezzo.
Dopo 35 anni, i Benetton lasciano l’Argentina. Edizione vende Compañía de Tierras Sud e Ganadera Cóndor (oltre 900 mila ettari, circa 280 mila pecore, quasi un milione di kg di lana l’anno) a un gruppo di manager e soci di Adecoagro, la società agricola controllata da Tether.
A guardarla bene non è una semplice compravendita. Si incrociano due strategie che vanno in direzioni opposte.
- Benetton: dalla terra alla piattaforma.
Alessandro Benetton sta trasformando Edizione in una holding concentrata e “finanziarizzata”: infrastrutture (Mundys), travel retail (Avolta) e asset management alternativo (21 Next). La terra in Argentina non c’entra più. In più c’è da liquidare il ramo di Giuliana, circa 3,5 miliardi da pagare in quattro anni. Fare cassa sui beni non strategici è una scelta di disciplina, non un ripiego.
- Tether: dalla liquidità digitale agli asset reali.
Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino fanno il percorso inverso. Hanno miliardi di profitti generati dalle stablecoin e li trasformano in cose tangibili: terra, cibo, fertilizzanti, energia, perfino una quota della Juventus. Chi ha in mano una moneta digitale cerca un’ancora nel mondo fisico.
Allora, chi fa la mossa giusta?
Secondo me tutti e due, ed è proprio questo il punto. La strategia giusta dipende da dove ti trovi nel ciclo:
- una famiglia alla terza generazione, con soci che escono, ha bisogno di liquidità, focus e governance;
- un gruppo nuovo, ricco di cassa ma con un’origine “volatile”, ha bisogno di credibilità e di attivi difficili da replicare.
C’è anche una cosa da notare: chi compra oggi la terra sono gli operatori del settore, i manager di Adecoagro che quella terra la conoscono meglio di chiunque altro. Di solito è un segnale da non ignorare.
Meglio concentrare il portafoglio sugli asset “intelligenti” o accumulare terra, cibo ed energia in un mondo sempre più instabile?chissà..