Domenico Fraccalvieri.
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Energia1 min di lettura

C'è una distanza che cresce, silenziosa ma misurabile: quella tra chi decide e chi vive le conseguenze delle decisioni.

Volete un numero che fotografa questa disconnessione? Il PUN, il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica.

Nel 2025 l'Italia ha registrato una media di 115,9 €/MWh, il valore più alto tra le principali borse europee, in crescita del 7% sull'anno precedente. La Francia? 61,1 €/MWh. La Spagna? 65,3 €/MWh. Paghiamo l'elettricità quasi il doppio dei nostri vicini.

Non è sfortuna. È il risultato di scelte mancate: una dipendenza strutturale dal gas che fissa il prezzo marginale, decenni senza una strategia energetica coerente, una tassazione sull'elettricità fino a quattro volte superiore a quella sul gas. Intanto le imprese italiane pagano l'energia il 24% in più della media dell'eurozona e perdono competitività ogni giorno.

Ecco cosa significa "disconnessione dalla realtà economico-sociale": mentre il dibattito politico si consuma in slogan, un artigiano di Bari o un'acciaieria di Brescia competono sui mercati con una zavorra energetica che Parigi e Madrid non hanno.

Non servono più promesse.

Servono tre cose:

  • Una strategia energetica di lungo periodo, che sopravviva ai cambi di governo;
  • Disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, accelerando su rinnovabili e accumuli;
  • Il coraggio di misurare i risultati, non gli annunci.

La distanza tra politica e società non si colma con la comunicazione, si colma con la credibilità.

E la credibilità, in questo caso, ha un'unità di misura precisa: €/MWh.

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Fonti dati: Relazione annuale ARERA 2026 (dati 2025)

Pubblicato su LinkedIn il 7 ago 2026Post originale ↗