Domenico Fraccalvieri.
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Attualità1 min di lettura

Comprare l'accesso a una tecnologia non significa comprare il potere di usarla.

Questo post mette a fuoco una questione che in Europa tendiamo a sottovalutare.

Il caso delle restrizioni alle comunicazioni satellitari denunciate dall'Ucraina, e la frase di Musk su Starshield («di proprietà e sotto il controllo del governo americano»), spostano il discorso. Non si parla più del potere di un singolo imprenditore, ma di dipendenza strategica da un altro Stato. Anche quando quello Stato è un alleato.

Con la giusta cautela: non è chiaro quali restrizioni siano state applicate, né da chi. Ma la domanda di fondo resta valida, e vale anche per noi.

Quando un'amministrazione o un'azienda italiana sceglie un fornitore per infrastrutture critiche (cloud, connettività, sistemi di difesa, AI), quanto pesano davvero nella decisione:

  • le garanzie di continuità del servizio
  • il controllo dei dati
  • la possibilità concreta di cambiare fornitore
  • cosa succede se i nostri interessi divergono da quelli di chi ci fornisce il servizio

Sovranità tecnologica non vuol dire produrre tutto in casa. Vuol dire sapere quali dipendenze possiamo accettare, e costruire alternative per quelle che non possiamo permetterci.

Consiglio di leggere l'analisi di Arcangelo Rociola su Materia Viva 👇

lnkd.in/dXQcKeyj

#SovranitàDigitale#SovranitàTecnologica#Geopolitica#Ucraina#Europa#Spazio
Pubblicato su LinkedIn il 16 ott 2026Post originale ↗