Forti con i deboli, deboli con i forti. E se facessimo il contrario?
Ogni giorno la politica, in ogni parte del mondo, ci mostra lo stesso copione: la voce grossa con chi non può difendersi, il silenzio o l'inchino davanti a chi ha più potere.
Il rischio è che questo modello diventi normale anche nelle nostre vite. In ufficio, in famiglia, in coda al supermercato.
Io credo che ognuno di noi possa scegliere di ribaltarlo.
Essere tenaci quando subiamo una pressione ingiusta o un ricatto, sul lavoro o nella vita. Non piegarsi solo perché dall'altra parte c'è qualcuno più forte.
Essere mansueti ed empatici con chi si trova in una posizione di fragilità: il collaboratore appena assunto che ha paura di sbagliare, la persona in difficoltà in fila davanti a noi, chi non ha gli strumenti per farsi valere.
La forza vera non si misura su chi è più debole. Si misura su come lo trattiamo.
A volte mi chiedo se chi abusa del proprio potere riesca poi a dormire sereno. Non lo credo affatto. Perché il potere usato male lascia sempre un peso, anche quando nessuno lo vede.
Forse il cambiamento non parte dai palazzi, ma dai piccoli gesti quotidiani di ciascuno di noi.