Domenico Fraccalvieri.
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Finanza1 min di lettura

Il caro vita in Italia: cosa dicono davvero i dati

Tra il 2022 e il 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti di circa il 17-18% (ISTAT: +8,1% nel 2022, +5,7% nel 2023, +1% nel 2024, +1,5% nel 2025).

Non è uniforme: nel 2022 la voce abitazione, energia e combustibili è salita in media del 35%, gli alimentari del 9%.

Sul fronte salari, tra il 2019 e fine 2025 i prezzi sono saliti del 23% e le retribuzioni contrattuali del 13%. A fine 2025 il potere d'acquisto era ancora l'8,6% sotto il livello di gennaio 2019. Nel secondo trimestre 2026 le retribuzioni crescono del 2,4%, l'inflazione del 3,0%.

Circa 4 milioni di dipendenti aspettano il rinnovo del contratto.

Cosa è stato fatto: taglio del cuneo fiscale, aliquota Irpef del secondo scaglione dal 35% al 33% (fino a 440 € l'anno), imposta al 5% sugli aumenti contrattuali 2026 e nuovo sconto sulle accise del gasolio. Sono aiuti reali, ma non bastano a recuperare quanto perso.

Fonti: ISTAT (Rapporto annuale 2026, prezzi al consumo, retribuzioni contrattuali), legge di bilancio 2026, DL 162/2026.

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Pubblicato su LinkedIn il 19 set 2026Post originale ↗