Il dibattito sulla Ferrari Luce, la prima Ferrari elettrica, si è concentrato quasi tutto su una domanda: elettrico sì o no?
Secondo me la domanda giusta è un'altra: cosa rende un marchio sé stesso?
James May, che pure ha detto chiaramente che una Luce non la vorrebbe, ha ricordato una cosa che spesso dimentichiamo: Enzo Ferrari era un modernista. Buttava via il vecchio per fare spazio al nuovo.
Il rischio, per qualsiasi azienda con una storia importante, non è cambiare troppo. È confondere l'identità con la nostalgia.
La nostalgia protegge la forma: il suono di un motore, una silhouette, un rito.
L'identità protegge il metodo: l'ossessione per la prestazione, il coraggio di rompere con ciò che funzionava ieri.
Un marchio che difende solo la forma, prima o poi, diventa un museo. Bellissimo, visitato, ma fermo.
Vale per le auto, e vale per i nostri team, i nostri prodotti, i nostri modi di lavorare. Quante volte diciamo "si è sempre fatto così" pensando di difendere chi siamo, quando in realtà stiamo solo difendendo un'abitudine?