Il risiko bancario italiano non si ferma. E non riguarda più solo i grandi gruppi.
Ieri Mediocredito Centrale ha concesso due esclusive:
- a Credem per BdM Banca, l'ex Popolare di Bari salvata nel 2020 (valutazione indicata tra 500 e 600 milioni)
- a Banco Desio per Cassa di Risparmio di Orvieto (circa 100 milioni)
Tre cose che trovo interessanti:
1⃣ Lo Stato esce. Dopo il salvataggio, la privatizzazione di BdM arriva a una svolta: un dossier aperto da anni potrebbe chiudersi entro l'anno.
2⃣ Le banche medie diventano protagoniste. Credem ha avuto la meglio su Iccrea e Popolare di Puglia e Basilicata, mentre Unicredit non ha rilanciato. Il consolidamento ora passa anche dagli istituti "di seconda fascia", che cercano scala e nuovi territori.
3⃣ La geografia conta. Per Credem significa entrare con forza nel Mezzogiorno, in regioni come Abruzzo e Basilicata dove oggi è quasi assente. Per Desio, consolidare il presidio territoriale nel Centro Italia.
Dopo le grandi operazioni degli ultimi due anni, la partita si sposta sulle banche regionali. La domanda è: quante banche indipendenti di medie dimensioni resteranno in Italia tra cinque anni..