Domenico Fraccalvieri.
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Finanza1 min di lettura

Il risiko bancario italiano non si ferma. E non riguarda più solo i grandi gruppi.

Ieri Mediocredito Centrale ha concesso due esclusive:

  • a Credem per BdM Banca, l'ex Popolare di Bari salvata nel 2020 (valutazione indicata tra 500 e 600 milioni)
  • a Banco Desio per Cassa di Risparmio di Orvieto (circa 100 milioni)

Tre cose che trovo interessanti:

1⃣ Lo Stato esce. Dopo il salvataggio, la privatizzazione di BdM arriva a una svolta: un dossier aperto da anni potrebbe chiudersi entro l'anno.

2⃣ Le banche medie diventano protagoniste. Credem ha avuto la meglio su Iccrea e Popolare di Puglia e Basilicata, mentre Unicredit non ha rilanciato. Il consolidamento ora passa anche dagli istituti "di seconda fascia", che cercano scala e nuovi territori.

3⃣ La geografia conta. Per Credem significa entrare con forza nel Mezzogiorno, in regioni come Abruzzo e Basilicata dove oggi è quasi assente. Per Desio, consolidare il presidio territoriale nel Centro Italia.

Dopo le grandi operazioni degli ultimi due anni, la partita si sposta sulle banche regionali. La domanda è: quante banche indipendenti di medie dimensioni resteranno in Italia tra cinque anni..

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Pubblicato su LinkedIn il 14 ott 2026Post originale ↗