Puglia e Sud Italia: il vero laboratorio della transizione energetica italiana
Mentre si parla spesso di pannelli solari e pale eoliche, la vera partita si gioca su due infrastrutture meno visibili ma decisive: rete elettrica e accumulo.
🔌 ELETTRODOTTI
La Puglia è al secondo posto in Italia per investimenti sulla rete: 3,2 miliardi di euro nei prossimi 10 anni. Tra le opere chiave:
- Dorsale Adriatica: nuovo collegamento HVDC Foggia-Forlì, per far viaggiare più energia dal Sud al Nord
- GR.ITA.2: nuova interconnessione con la Grecia, due cavi sottomarini da 240 km tra Melendugno e Tesprozia
- Nuovi interventi autorizzativi avviati anche a Bari e Taranto
🔋 ACCUMULO
Qui il dato è impressionante: la Puglia è la prima regione italiana per progetti di accumulo energetico stand-alone, con 710 pratiche di connessione per 80,2 GW, quasi un terzo di tutta la capacità richiesta in Italia.
Il motivo? Il Sud produce moltissima energia rinnovabile ma nelle ore sbagliate. Le batterie assorbono l'energia in eccesso di giorno e la restituiscono quando serve, di notte o nei picchi di domanda.
Non è un caso che Terna, con la sua prima asta MACSE (il mercato a termine dell'accumulo), abbia allocato la maggior parte dei 10 GWh assegnati proprio al Sud e alle Isole, dove la rete è più fragile e la flessibilità più necessaria.
📌 Il punto è semplice: senza rete e senza accumulo, le rinnovabili del Sud restano energia "intrappolata" prodotta ma non sempre utilizzabile. Elettrodotti e batterie sono le due facce della stessa medaglia: senza l'uno, l'altro non basta.
La Puglia, con questa combinazione di investimenti, si candida a diventare uno dei poli energetici più strategici del Mediterraneo.