Ryanair "investe" in Italia. O ci sta solo usando come esempio?
In questi giorni Ryanair ha confermato l'uscita da 13 aeroporti europei tra 2026 e 2027: da Brema alle Azzorre, da Kalamata a Niš. Nessuno scalo italiano è nella lista. Anzi, la capacità tolta altrove viene spostata anche verso l'Italia.
La lettura ottimista: chi abbassa o elimina le tasse sul trasporto aereo ottiene più rotte, più turisti e più lavoro. Ryanair cita l'Italia proprio come modello da seguire.
La lettura più prudente: per una low cost un aereo si sposta in poche settimane. Brema dipendeva da Ryanair per circa metà dei posti internazionali, e ora resta senza. Oggi l'Italia è il premio per chi abbassa i costi. Domani può diventare la prossima minaccia, se quei costi risalgono.
Quindi la domanda vera non è se Ryanair investa in Italia. È se un territorio debba costruire la propria accessibilità su un solo vettore che ragiona stagione per stagione.