Domenico Fraccalvieri.
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Sette dissalatori pronti. Fermi.

Il Politecnico di Bari ha sette impianti per rendere potabile l'acqua a Gaza e dintorni. Sono pronti, ma oggi chi li ha costruiti deve chiedere pubblicamente di poterli portare dentro la Striscia.

Questa notizia mi ha fatto riflettere su una domanda semplice: ci sono cose che dovrebbero stare al di sopra di qualsiasi conflitto?

L'acqua è una di queste. Non è una questione di schieramento. È il presupposto minimo della vita, della salute e della dignità. Un bambino che beve acqua pulita non è una presa di posizione politica.

Quando la competenza tecnica, la ricerca universitaria e la buona volontà ci sono già, il vero ostacolo diventa l'accesso. Ed è qui che si misura la nostra maturità come comunità internazionale. Il punto è se sappiamo separare ciò che divide da ciò che è semplicemente necessario.

Credo che università, imprese e professionisti abbiano un ruolo preciso:

  • mettere il sapere al servizio di chi ne ha bisogno, non solo di chi può pagarlo
  • costruire ponti dove la politica costruisce muri
  • ricordare a tutti che la pubblica utilità non ha bandiera

La tecnologia da sola non salva nessuno. Ma tenere ferma una soluzione che esiste già è una scelta, e come tale va chiamata.

Che sette dissalatori arrivino dove servono, e presto.

#Gaza#AcquaBeneComune#PolitecnicoDiBari#Ricerca#DirittiUmani#Innovazione
Pubblicato su LinkedIn il 22 ott 2026Post originale ↗