Sono poche le battaglie che mi aspetto da un Papa. Questa è una di quelle.
Leone XIV ribadisce che la pena di morte è inammissibile. Ed è giusto che lo faccia, con forza.
Ma c'è una cosa che mi colpisce: nel 1764 Cesare Beccaria, in "Dei delitti e delle pene", smontava già le ragioni del patibolo. Nel 1786 il Granducato di Toscana diventava il primo Stato al mondo ad abolirla. L'Illuminismo, insomma, questa discussione l'aveva già impostata più di due secoli fa.
Se nel 2026 dobbiamo ancora parlarne, se ancora c'è chi la estende invece di abolirla, allora su questo punto il mondo non è andato avanti. È tornato indietro.
La civiltà di una società si misura anche da come tratta chi ha sbagliato. E il progresso non è mai acquisito una volta per tutte: va difeso, ogni volta.
Pubblicato su LinkedIn il 11 ott 2026Post originale ↗