Stasera ho acceso il TG1. Poi ho guardato fuori dalla finestra.
Da una parte, il telegiornale del servizio pubblico. Dall'altra, file di auto ai distributori così lunghe da bloccare le strade.
Due realtà che non si sono incontrate.
Il servizio pubblico ha un compito preciso: raccontare ai cittadini quello che sta succedendo, soprattutto quando li tocca da vicino. Non dopo, non di sfuggita, non in coda al servizio sul meteo. Quando le persone che pagano il canone vedono con i propri occhi una situazione che il notiziario principale del Paese ignora o minimizza, il problema non è una scaletta sbagliata. È la fiducia.
E la fiducia, una volta persa, non si recupera con un restyling dello studio.
Per questo credo che la Rai vada ripensata dalle fondamenta, e subito: autonomia vera dalla politica, criteri editoriali trasparenti, attenzione concreta alla vita quotidiana dei cittadini.
Un servizio pubblico che non racconta il presente non è un servizio. È solo un costo.