100 euro l’anno a ogni neonato: buona idea o goccia nel mare? 👶💶
Ieri il CdM ha approvato la Manovra 2027. Tra le misure c’è un “salvadanaio previdenziale”: per ogni bambino nato dal 2027 l’INPS apre una posizione individuale, e lo Stato ci versa 100 euro l’anno fino ai 18 anni. In totale fanno 1.800 euro. La somma non è tassabile né pignorabile. Le famiglie possono aggiungere versamenti. A 18 anni si potrà usare per l’università, per avviare un’attività o per la pensione integrativa.
Ho provato a mettere in fila pro e contro.
- Punti di forza
È universale. La posizione la apre l’INPS per tutti, quindi l’adesione non dipende da quanto una famiglia è informata o intraprendente. È il principale limite delle misure volontarie.
Il tempo lavora a favore. Iniziare a 0 anni invece che a 25-30 lascia lavorare l’interesse composto per decenni.
Ha un effetto culturale. Ogni ragazzo arriva a 18 anni con un conto a suo nome. È un aggancio concreto per l’educazione finanziaria, in un Paese dove la previdenza complementare è ancora poco diffusa.
Costa poco. Con circa 355mila nati l’anno, ogni generazione costa circa 35 milioni l’anno.
È protetta e flessibile. Non è tassata, non è pignorabile, e a 18 anni si può usare anche per studio o impresa.
⚠️ Punti deboli
L’importo è basso. 1.800 euro nominali, forse 2.300-2.400 con un rendimento del 3%, e l’inflazione ne erode una parte. L’INPS aveva proposto 1.000 euro l’anno.
Non è chiaro a cosa serve. Se a 18 anni si può prelevare per l’università, allora non è più previdenza. Il rischio è che non sia davvero né l’una né l’altra cosa.
Può allargare le disuguaglianze. Le famiglie che possono versare di più faranno crescere molto di più il conto dei figli. Il contributo pubblico è uguale per tutti, il risultato finale no.
Il costo cresce nel tempo. A regime saranno 18 generazioni insieme, cioè oltre 600 milioni l’anno. Andrà finanziato in tutte le prossime manovre.
Mancano i dettagli. Non si sa ancora come verrà gestito e investito il capitale, con quali costi e rendimenti, e quali saranno le regole di riscatto. Saranno questi dettagli a decidere quanto vale davvero la misura.
Non tocca la natalità. Difficile che 100 euro l’anno influenzino la decisione di avere un figlio. Servizi, asili e lavoro pesano molto di più.
🎯 In sintesi: l’impianto è valido (universale, automatico, nominativo), ma la dotazione per ora è più simbolica che sostanziale. Il vero banco di prova saranno i decreti attuativi.