17,1 miliardi di dollari.
È la cifra che Meta pagherà per chiudere le cause legate alla dipendenza da social dei minori. Andrà a un fondo statale per programmi di prevenzione, salute mentale, iniziative educative.
Tutto sacrosanto. Ma c'è una domanda che mi gira in testa: perché quei soldi non arrivano mai a chi ha effettivamente subito il danno?
Pensiamoci un attimo. Il "prodotto" di Meta non sono le app. Il prodotto siamo noi: la nostra attenzione, i nostri dati, il tempo che abbiamo passato a scrollare invece di vivere.
Se un'azienda viene multata per aver progettato deliberatamente meccanismi che sfruttano vulnerabilità psicologiche note, chi ha pagato il prezzo più alto non sono gli stati.
Siamo noi, gli utenti. E in particolare un'intera generazione di adolescenti che ha attraversato la propria crescita dentro un esperimento comportamentale su scala industriale.
Il modello del risarcimento collettivo che finisce in fondi istituzionali ha una lunga storia (pensiamo al tabacco, un paragone che gli stessi analisti stanno già facendo con questo caso). Funziona bene per finanziare prevenzione futura. Ma non ripara il danno individuale già fatto, e rischia di trasformare il risarcimento in un capitolo di bilancio pubblico invece che in un riconoscimento diretto a chi ha subito il danno.
Cosa cambierebbe se una parte sostanziale di quei 17,1 miliardi finisse direttamente nelle tasche (o nei percorsi di supporto psicologico) di chi può dimostrare di essere stato utente minorenne delle piattaforme in quegli anni? Non sarebbe la prima volta: esistono precedenti di risarcimenti diretti in class action su larga scala, dagli oppioidi al Dieselgate.
Certo, le obiezioni sono legittime: come si quantifica un danno individuale da "uso compulsivo"? Come si evita che diventi un incentivo perverso o un assegno simbolico da poche decine di dollari a testa, diluito su milioni di utenti? E soprattutto: i fondi istituzionali hanno il vantaggio di finanziare prevenzione strutturale invece di una manciata di dollari a testa che si perde nel nulla.
Non ho una risposta definitiva. Ma trovo che la domanda meriti di essere fatta ad alta voce, soprattutto ora che il precedente è stato fissato e altre piattaforme (TikTok, YouTube) potrebbero seguire a ruota.