Lo Stato italiano spende circa 1.150 miliardi l'anno (stima) e ne incassa circa 1.080.
Lo Stato italiano spende circa 1.150 miliardi l'anno (stima) e ne incassa circa 1.080. Il buco è di 69 miliardi, il 3,1% del Pil.
Per azzerarlo servirebbe tagliare circa il 6% delle uscite. Sembra poco, finché non si guarda dove sono i soldi (cifre per voce: stime su dati Istat 2025):
- Pensioni e sussidi: ~460 miliardi (40%, stima). Il capitolo più grande e più delicato: ogni intervento tocca milioni di persone.
- Stipendi PA: ~205 miliardi (18%, stima). Per circa 3,4 milioni di dipendenti, cioè circa 60mila € lordi a testa (la media rende idea di differenze importanti, pensando che ci sono circa 850mila docenti a circa 34mila € lordi). Sono 5,6 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti, contro 8,5 nel Regno Unito, 8,3 in Francia e 7,4 in Spagna. Il tema, più che "quanti", è dove sono e con quali competenze.
- Acquisti di beni e servizi: ~190 miliardi (16%, stima). Compresa la sanità convenzionata. Qui c'è spazio per centralizzare gli acquisti e digitalizzare, senza toccare i servizi.
- Investimenti e altre spese in conto capitale: ~110 miliardi (10%, stima). Tagliarli fa risparmiare oggi e costa domani.
- Contributi e incentivi vari: ~100 miliardi (9%, stima). Vale la pena chiedersi quali abbiano davvero un ritorno.
- Interessi sul debito: ~87 miliardi (8%, stima). Non si tagliano con una decisione: dipendono dal debito (137% del Pil) e dai tassi.
Nessuna voce è facile da togliere. Ognuna finanzia qualcosa/qualcuno che a qualcuno/qualcosa serve.
Pubblicato su LinkedIn il 19 set 2026Post originale ↗