Come si leggono i dati a modo, ognuno a modo suo.
Come si leggono i dati a modo, ognuno a modo suo. Il problema è che le letture, e i racconti che ne nascono, possono cambiare il modo in cui vediamo la realtà.
Proviamo con due paesi spesso messi a confronto: Spagna e Argentina. Stessi numeri ufficiali (INE e INDEC), due storie possibili per ciascuno.
SPAGNA
Cosa va bene:
- PIL in crescita del 2,7% nel 2026, tra i ritmi più alti dell'eurozona
- Rischio povertà o esclusione al 25,7%, il livello più basso da quando esiste la serie (2014)
- Disoccupazione scesa intorno al 10%
Cosa non va:
- Inflazione risalita al 4,9% a settembre
- Povertà tra i minori ancora al 33,9%
- Disoccupazione tra le più alte d'Europa e casa sempre meno accessibile
ARGENTINA
Cosa va bene:
- Inflazione annua passata da oltre il 200% di fine 2023 al 33,4%
- Conti pubblici tornati in avanzo dopo oltre un decennio di deficit
- Povertà al 32,3%, sotto il 41,7% di fine 2023
Cosa non va:
- Povertà tornata a salire nel 2026, dopo il 28,2% di fine 2025
- Disoccupazione al 7,9% e lavoro informale al 45%
- Inflazione ancora tra le più alte dell'America Latina
Con questi stessi numeri si può raccontare una Spagna in crisi o in piena salute, un'Argentina rinata o in difficoltà. Basta scegliere da quale anno partire, quale indicatore mostrare e quale tacere.
I dati sono fatti. Il racconto è una scelta. E spesso è il racconto, più dei dati, a decidere cosa ricordiamo della realtà.
Pubblicato su LinkedIn il 28 ott 2026Post originale ↗