Domenico Fraccalvieri.
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Attualità1 min di lettura

Giochi del Mediterraneo: Taranto, cambio di passo

Dal 21 agosto al 3 settembre Taranto ha ospitato oltre 4mila atleti da 26 Paesi. Impianti riqualificati, aree urbane rigenerate, una vetrina internazionale che ha raccontato una città diversa da quella conosciuta finora, legata solo all'ex Ilva.

Ma la partita vera comincia adesso: trasformare l'evento in eredità stabile.

Su cosa può puntare l'indotto di Taranto?

  • Turismo e ricettività, la capacità alberghiera va consolidata oltre l'evento, con pacchetti che leghino mare, storia della Magna Grecia e patrimonio culturale
  • Impianti sportivi come asset permanenti, la loro gestione futura (già oggetto di bandi comunali) deciderà se resteranno un costo o diventeranno un motore di attività, eventi e formazione giovanile
  • Blue economy e portualità, posizione strategica nel Mediterraneo, cantieristica, logistica
  • Filiere collegate: agroindustria, crocierismo, artigianato, moda, ricerca

I sindacati (CGIL, CISL, UIL) e Confindustria di Taranto insistono sullo stesso punto: senza una strategia di diversificazione e nuovi investimenti pubblico-privati, il rischio è che l'eredità si disperda in pochi mesi.

Il vero cambio di passo non si misura il giorno della cerimonia di chiusura, ma tra un anno, quando gli impianti saranno pieni o vuoti, e i giovani avranno un motivo in più o in meno per restare.

#Puglia#Taranto#turismo#economia
Pubblicato su LinkedIn il 25 ago 2026Post originale ↗