Il gas in Italia è più che raddoppiato in 10 mesi. E non è (solo) colpa dell'inverno.
PSV, media mensile:
📉 Febbraio 2026: 33 €/MWh
📈 Ottobre 2026: oltre 81 €/MWh, con picchi giornalieri sopra 89
Un +120% che non nasce da un problema di quantità: gli stoccaggi italiani sono vicini al 90%. Nasce da un problema di dipendenza.
Abbiamo sostituito il gas russo via tubo con il GNL via nave. Più diversificato, sì. Ma anche esposto a ogni crisi globale: basta una tensione nello Stretto di Hormuz, un guasto in Norvegia o un'ondata di freddo in Asia, e l'Europa si ritrova a competere con Pechino e Tokyo per ogni singola metaniera.
Di questo passo, che futuro ci aspetta?
- Un'Europa "price taker": il prezzo dell'energia lo decideranno sempre di più eventi fuori dal nostro controllo.
- Un'industria meno competitiva: chi produce in Europa paga l'energia molto più dei concorrenti americani. Le imprese energivore rischiano di ridurre la produzione o spostarla altrove.
- Bollette più care e più imprevedibili, per famiglie e PMI.
- Un 2027 delicato: con l'addio definitivo al gas russo, il cuscinetto si assottiglia ancora.
Ma il futuro non è scritto.
La volatilità è anche un segnale chiaro su dove investire:
- rinnovabili e accumuli, che sganciano il prezzo dell'elettricità dal gas
- efficienza energetica, il gas più economico è quello che non consumi
- contratti di lungo periodo (PPA) per dare stabilità alle imprese
- acquisti comuni e strategia energetica davvero europea
Il 2022 doveva essere la lezione. Il 2026 ci dice che l'abbiamo imparata solo a metà.
Pubblicato su LinkedIn il 20 ott 2026Post originale ↗