L'Italia è 22ª su 60 nel Global Life-Work Balance Index 2025. Non ultimi, ma nemmeno lontanamente dove dovremmo essere.
E la responsabilità, cari colleghi dirigenti, è in gran parte nostra.
Guardiamo i numeri veri:
- 32 giorni di ferie minime previste per legge
- ma quante aziende creano una cultura in cui prenderle "tutte" viene visto come poco professionale?
- indennità di malattia sotto il 60% della retribuzione
- e quanti di noi, in riunione, hanno ancora la battuta pronta su chi "si assenta troppo"?
- 36 ore lavorate in media a settimana
- un dato che non racconta le mail rispose alle 21, le chiamate del weekend, il "giusto un attimo" che diventa un'ora
Non è (solo) un problema di leggi. Il Regno Unito ha meno ferie minime di noi (28 giorni) eppure è più avanti in classifica. La differenza si gioca anche nella cultura organizzativa che scegliamo di costruire ogni giorno.
Quello che possiamo fare, da subito, senza aspettare nessuna riforma:
- Smettere di rispondere alle mail fuori orario e non aspettarci risposte immediate dal team
- Normalizzare le ferie prese per intero, senza sensi di colpa
- Valutare le persone per i risultati, non per le ore di connessione visibili
- Dare l'esempio noi per primi, la cultura aziendale si copia dall'alto, non si scrive nei valori aziendali
Il problema non è (solo) il sistema Italia. È anche quanto normalizziamo, giorno dopo giorno, nei team che guidiamo.
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Fonte: Visual Capitalist su dati Global Life-Work Balance Index 2025
Pubblicato su LinkedIn il 28 ago 2026Post originale ↗