L'Italia scivola al 56° posto per la libertà di stampa. Non possiamo permettercelo.
Il World Press Freedom Index 2026 di Reporters Sans Frontières ha certificato un dato che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore l'informazione: l'Italia è al 56° posto su 180 paesi, dietro l'Ucraina, in piena guerra. È la posizione più bassa degli ultimi 25 anni.
Le cause non sono un mistero: pressioni politiche sul servizio pubblico, querele temerarie usate come strumento di intimidazione, precariato dilagante nella professione giornalistica, e circa venti giornalisti che vivono sotto scorta per minacce e aggressioni.
Un giornalismo libero e sicuro non è un lusso: è un presidio di democrazia. Quando i giornalisti che fanno inchiesta devono guardarsi le spalle, a perderci non è solo la categoria, è il diritto di tutti noi a essere informati correttamente.
Vale la pena parlarne, condividerne, e soprattutto pretendere che se ne parli anche nelle sedi che contano.
Personalmente credo che non è questo il mondo da lasciare ai nostri figli.
📎 Fonte: World Press Freedom Index 2026, Reporters Sans Frontières