Perché davanti a un'opportunità positiva così spesso rinunciamo?
Mi è capitato di vendere bitcoin quando valevano 10 euro. A posteriori è facile, e ci ripenso ogni tanto. Ma quello che vedo più spesso, in azienda, è un'altra cosa: si rinuncia prima ancora di valutare.
Qualche scenario che probabilmente conoscete:
- Un collega propone un nuovo progetto interno e la risposta è "abbiamo già troppo da fare", senza aprire nemmeno il documento.
- Un team porta l'idea di uno spin-off per far crescere un'attività laterale, e viene liquidato con "non è il nostro core business".
- Un'opportunità di partnership o co-investimento arriva da una persona che conosci da anni, e scatta subito il "se fosse davvero buona, l'avrebbe già fatta qualcun altro".
- Un progetto pilota a basso rischio viene bocciato perché "non siamo mai stati abituati a fare così".
Perché succede?
1️⃣ Il cambiamento pesa più del potenziale guadagno: la paura di perdere batte la voglia di vincere.
2️⃣ Dire no è comodo. Un no non ti espone al rischio di sbagliare, e in azienda nessuno viene rimproverato per un'occasione che non ha colto (Sempre vero).
3️⃣ Quando la proposta arriva da qualcuno vicino a noi, fatichiamo a dargli credito: lo vediamo per come era prima, non per come è adesso.
4️⃣ Valutare richiede tempo ed energie. Rifiutare no.
Il problema è che il rimpianto arriva sempre dopo, e quasi mai per le cose che abbiamo provato. Quasi sempre per quelle che non abbiamo nemmeno guardato.
Non serve dire sì a tutto. Serve un metodo: 30 minuti per ascoltare, 3 domande per capire, poi decidere. Anche se la risposta è no, che sia un no informato.