Domenico Fraccalvieri.
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Finanza1 min di lettura

3,1% o 2,9%: cambia la procedura, non la sostanza.

Oggi l'Istat ha confermato il deficit/Pil 2025 al 3,1%. L'Italia resta nella procedura Ue per deficit eccessivo, l'uscita slitta al 2027.

Il dibattito si concentrerà su due decimali. Ma fermiamoci un attimo: se il dato fosse stato 2,9%, i nostri problemi strutturali sarebbero spariti? No.

Il debito resterebbe tra i più alti d'Europa.

La crescita resterebbe debole.

La spesa per interessi continuerebbe a togliere risorse a scuola, sanità, investimenti.

La regola del 3% è una soglia, non una strategia. Uscire dalla procedura avrebbe dato più margini, ma i margini non sono un piano.

Le scelte vere, cioè dove tagliare, dove investire, come far crescere la produttività, vanno fatte oggi. Non quando Bruxelles lo concederà, non "nel 2027".

Aspettare il permesso per decidere è il modo più sicuro per rimandare all'infinito, questa si è una certezza.

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Pubblicato su LinkedIn il 22 set 2026Post originale ↗