Un dato che mi ha fatto fermare a pensare.
Secondo il Rapporto 2025 dell'UNICEF sulla nutrizione infantile, basato su dati di 190 Paesi, l'obesità ha superato il sottopeso tra bambini e ragazzi dai 5 ai 19 anni. Parliamo di circa 188 milioni di giovani, uno su dieci. Dal 2000 il sottopeso è sceso da quasi il 13% al 9,2%, mentre l'obesità è passata dal 3% al 9,4%.
Eppure, se penso ai bambini che in questi anni sono diventati "famosi", le immagini che mi tornano in mente sono altre: i corpi scavati dei bambini di Gaza, del Sudan, dello Yemen. Bambini che il mondo ha conosciuto non per ciò che hanno fatto, ma per la fame che hanno patito.
Le due cose sono vere insieme, ed è questo il punto più scomodo. Lo stesso rapporto lo conferma: in Africa subsahariana e in Asia meridionale il sottopeso resta ancora prevalente. Nel frattempo, in alcune isole del Pacifico più di un bambino su tre è obeso, perché le diete tradizionali sono state sostituite da cibo importato ed economico.
Il problema non è più solo quanto cibo c'è, ma quale cibo arriva, e a chi.
Le medie globali migliorano. Ma le medie non hanno un volto.