Domenico Fraccalvieri.
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Attualità1 min di lettura

Il vero banco di prova doveva essere oggi, in Oman: un tavolo tra Iran, Iraq e i paesi del Golfo per gestire…

Il vero banco di prova doveva essere oggi, in Oman: un tavolo tra Iran, Iraq e i paesi del Golfo per gestire il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, da mesi sotto blocco de facto. È stato rinviato "nell'interesse del consenso", poche ore dopo un attacco a una nave cargo iraniana vicino a Bandar Abbas, e con il Bahrein che boicotta finché non riprendono le relazioni diplomatiche con Teheran.

Quello che sta cambiando non è (ancora) la sostanza, ma la cornice: i paesi del Golfo stanno provando a costruire un'architettura di sicurezza regionale senza gli Stati Uniti al tavolo. Washington, dal canto suo, preferisce lo status quo, scorta navale alle petroliere, nessun riconoscimento di un ruolo di gestione di Iran e Oman sullo stretto.

Hormuz vale un quinto del petrolio mondiale. Chi decide le regole di transito deciderà anche molto altro, negli equilibri economici del prossimo decennio.

Da seguire, non da ignorare.

#Geopolitica#Golfo#Iran#Hormuz#Energia
Pubblicato su LinkedIn il 14 set 2026Post originale ↗