In azienda funziona così: fai un buon lavoro, vieni pagato per quello. Non lo fai? Vai a casa.
Nessun bonus "a sorpresa" nell'ultimo trimestre per convincerti a restare. Nessun premio promesso in cambio della tua fiducia, senza che i risultati ci siano davvero.
Eppure in politica sembra funzionare al contrario: più i sondaggi calano, più arrivano le promesse. Un dividendo, un bonus, un regalo* last minute per "finire il lavoro", indipendentemente da come quel lavoro sia stato fatto fin qui.
Mi chiedo: se applicassimo agli incarichi pubblici gli stessi criteri di valutazione che usiamo (o dovremmo usare) in azienda, quante promesse dell'ultimo minuto reggerebbero il confronto con i risultati reali?
La performance dovrebbe venire prima del premio. Sempre. In ufficio come nelle istituzioni.
*Ogni riferimento è puramente casuale
Pubblicato su LinkedIn il 10 set 2026Post originale ↗