Parliamo del livello dei CAF in Italia.
File di ore per una pratica da dieci minuti. Documenti richiesti tre volte perché "il sistema non li trova". Risposte diverse a seconda dell'operatore che ti capita. Errori nelle dichiarazioni che poi paghi tu, con sanzioni e interessi.
E il paradosso è questo: i CAF esistono perché il fisco italiano è troppo complicato per un cittadino normale. Abbiamo creato un'industria dell'intermediazione per compensare la complessità che noi stessi abbiamo prodotto. E quell'industria, troppo spesso, funziona male.
Non è colpa dei singoli operatori, spesso sottopagati e sommersi di pratiche nei periodi di picco. È un problema di sistema: formazione insufficiente, digitalizzazione a metà, zero standard di qualità verificabili.
In un Paese dove la dichiarazione precompilata esiste da anni, dovremmo chiederci perché milioni di persone hanno ancora bisogno di un intermediario per esercitare un dovere fiscale.
La semplificazione non è uno slogan. È l'unica vera riforma.