PERCHÉ L'ELETTRICITÀ IN ITALIA COSTA COSÌ TANTO
Nei primi 8 mesi del 2026 il prezzo medio dell'energia elettrica sul mercato spot italiano è stato di circa 140 €/MWh.
Per confronto:
🇩🇪 Germania: 103 €
🇫🇷 Francia: 75 €
🇪🇸🇵🇹 Spagna/Portogallo: 67 €
🇫🇮 Finlandia: 60 €
Difatti, siamo il Paese più caro d'Europa. Ad agosto, complice l'ondata di caldo, il divario è addirittura peggiorato.
Invece di limitarci a dare opinioni, abbiamo provato a capire COME si forma davvero il prezzo.
🔑 IL MECCANISMO CHIAVE: IL PREZZO MARGINALE
Ogni giorno le offerte dei produttori vengono ordinate dalla più economica alla meno economica fino a coprire la domanda. Il prezzo dell'ULTIMA offerta accettata (il "prezzo marginale") diventa il prezzo pagato a TUTTI i produttori, anche a chi aveva offerto molto meno.
Questo meccanismo, voluto dall'UE per incentivare gli investimenti in rinnovabili, ha un effetto collaterale enorme: basta 1 MWh prodotto col gas per trascinare in alto il prezzo di tutta l'energia venduta quell'ora, anche quella eolica, solare o idroelettrica prodotta a costo quasi zero.
💰 IL FATTORE GAS
Con il metano tra 0,3 e 0,6 €/mc nel 2026, il solo costo della materia prima porta il prezzo dell'energia da termoelettrico a 120-130 €/MWh. Finché il gas serve a coprire anche solo una piccola quota della domanda, il prezzo resta ancorato lì.
🎯 UN INCENTIVO PERVERSO PER LE AZIENDE
C'è poi un aspetto che raramente viene raccontato: un produttore che potrebbe saturare la domanda con rinnovabili a basso costo può avere convenienza economica a ridurre volontariamente l'offerta, lasciando che sia il termico a fissare il prezzo marginale, aumentando così i ricavi complessivi. Chi ha sia asset rinnovabili sia termoelettrici in portafoglio si trova in una posizione particolarmente interessante da questo punto di vista.
🧭 COSA MANCA DAVVERO
Oggi incentiviamo chi PRODUCE rinnovabili, ma quasi mai chi CONSUMA in modo intelligente (es. tariffe orarie legate alla disponibilità di rinnovabili). Eppure è la domanda, non l'offerta, la vera leva di cambiamento in un sistema economico.
Servono policy, meccanismi e incentivi coerenti tra loro, non uno che spinge in una direzione e l'altro nella direzione opposta.