Puglia: perché continuiamo a consumare suolo invece di crescere in altezza? 🏗️
Il Rapporto ISPRA 2025 mette la Puglia sul podio nazionale: in termini di nuovi ettari consumati nell'ultimo anno la classifica è guidata da Emilia-Romagna (+1.013 ha), Lombardia (+834 ha) e Puglia (+818 ha). A fronte di 818 ettari persi, solo 11 sono stati ripristinati. (asud) (pugliapress)
Il paradosso è che il consumo continua mentre la popolazione cala. Perché?
1️⃣ Piani vecchi, pensati per espandere. Solo il 17,5% dei Comuni ha un PUG, il 57,2% ha ancora un PRG e circa il 25,3% un Programma di Fabbricazione: circa l'82% dei Comuni lavora con piani di vecchia generazione. Strumenti nati quando la crescita si misurava in nuove zone di espansione, non nel riuso. (univpm)
2️⃣ Costruire sul vuoto costa meno. Un terreno agricolo è semplice e economico; demolire, ricostruire e sopraelevare in città significa condomini, frazionamenti, bonifiche, distanze e altezze massime da rispettare.
3️⃣ Non è solo cemento. I pannelli fotovoltaici a terra hanno già occupato 758 ettari. (canale7)
Gli strumenti esistono: la legge su perequazione, compensazione urbanistica e contributo straordinario per la riduzione del consumo di suolo e la L.R. 36/2023, il cui obiettivo generale è recuperare il patrimonio edilizio esistente senza consumare nuovo territorio. Ma Foggia è stata, solo a maggio 2026, il primo capoluogo a recepirla ufficialmente. (Riduzione consumo del suolo: nuova legge in Puglia +2)
Quindi, salire in altezza? Sì, ma con criterio. Densificare dove ci sono servizi e trasporti ha senso; replicare torri nei borghi del Salento o accanto ai centri storici no. Il paesaggio pugliese è fatto di orizzontalità, e il PPTR lo tutela. E con la denatalità, prima ancora di nuove volumetrie serve riempire quelle vuote.
La domanda vera non è "quanto costruire", ma "dove". Premialità volumetriche solo dentro il tessuto urbano esistente, zero nuove zone di espansione, e PUG approvati in tempi umani.