Un fatto di cronaca che dovrebbe farci fermare a riflettere.
A Bari, un finanziere libero dal servizio ha semplicemente chiesto i documenti a due ragazzi sorpresi a danneggiare un'auto. Per questo gesto, un atto di responsabilità civica(nient'altro), è stato aggredito, e quando il padre di uno dei minori è arrivato "per sistemare le cose", non ha difeso il figlio dalle conseguenze delle sue azioni: lo ha guidato verso la violenza. Un pestaggio di gruppo durato minuti, 52 giorni di prognosi, un'accusa di tentato omicidio.
Quello che colpisce non è solo la brutalità del gesto, ma il messaggio che porta con sé: un padre che invece di insegnare il rispetto delle regole insegna la sopraffazione. Un ragazzo di 15 anni che impara, nel modo peggiore possibile, che la forza sostituisce la legge.
Non è solo un episodio isolato. È il sintomo di un problema più ampio: il logoramento del senso civico, la sfiducia nelle istituzioni, la sensazione, in certi contesti, che "farsi giustizia da sé" sia normale.
Credo che episodi come questo debbano interrogarci tutti: sulla sicurezza nei quartieri, sul ruolo educativo che troppo spesso viene meno, e sul sostegno che dobbiamo alle forze dell'ordine che ogni giorno, anche fuori servizio, scelgono di non voltarsi dall'altra parte.
Un pensiero a chi ha subito questa violenza, con l'augurio di una pronta guarigione e di giustizia.