Sole + mare = acqua potabile. La Spagna ci sta già lavorando. E l'Italia?
In questi anni il governo spagnolo ha stanziato 600 milioni di euro, tramite la società pubblica Acuamed, per nuovi impianti di desalinizzazione alimentati da parchi fotovoltaici. Una misura dentro un piano anti-siccità da oltre 2 miliardi.
L'idea è semplice: usare due risorse che al Mediterraneo non mancano, il sole e il mare, per produrre acqua dolce con l'osmosi inversa, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dalle piogge.
La Spagna parte avvantaggiata: ha circa 800 impianti di desalinizzazione e decenni di esperienza.
L'Italia ha quasi 8.000 km di costa, un Sud e isole sempre più esposti alla siccità e un potenziale solare tra i più alti d'Europa. Le condizioni ci sono.
Servono però alcune attenzioni:
- l'energia: oggi il fotovoltaico copre spesso solo una parte dei consumi di un impianto
- la salamoia: lo scarico va gestito per proteggere gli ecosistemi marini
- i costi: la desalinizzazione deve affiancare, non sostituire, la riduzione delle perdite di rete e il riuso delle acque
Non è la soluzione unica, ma può essere un tassello importante della sicurezza idrica italiana.