Spero di essere in un sogno, o in un film.
Un politico è pagato dalla comunità per trovare soluzioni, per cercare ogni spiraglio diplomatico possibile davanti alle crisi del mondo. È questo il suo mandato.
E invece oggi leggo che il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivato a Kiev, ha dichiarato: "Forniremo droni e sistemi a lungo raggio: in futuro la macchina da guerra della Russia sarà contro di noi".
Non metto in discussione il diritto di un Paese aggredito a difendersi. Mi chiedo però: dove sono le iniziative di pace? Dove sono i tavoli negoziali, le mediazioni, il coraggio di parlare di cessate il fuoco con la stessa determinazione con cui si annunciano nuove armi?
Prepararsi alla guerra come a qualcosa di inevitabile rischia di renderla tale. La diplomazia non è debolezza: è il lavoro più difficile, ed è quello per cui la politica esiste.